La mobilità Erasmus presso l’associazione APAC in Portogallo ha consentito di conoscere da vicino un modello innovativo di reinserimento sociale dei detenuti, ispirato al metodo sviluppato in Brasile. Durante il periodo di job shadowing, abbiamo avuto l’opportunità di confrontarci con i responsabili dell’associazione – tra cui Marco Henriques (CEO), Catarina Medeiros (responsabile del supporto sociale) e Karla Ishiy (aspetti legali) – osservando l’approccio centrato su dignità, lavoro, volontariato e famiglia.
Grande attenzione è stata riservata alla metodologia autobiografica come strumento di rielaborazione dell’esperienza carceraria e di progettazione di un nuovo percorso di vita. È emerso come questo metodo, integrato con soluzioni concrete (formazione, ricerca lavoro, supporto legale e sanitario), contribuisca a ridurre significativamente il tasso di recidiva (15% contro il 45% della media nazionale).
Uno degli aspetti più significativi è stata la visita al laboratorio di ceramica promosso dal progetto europeo RESHAPE, che coinvolge ex detenuti e membri fragili del quartiere in un’osmosi positiva e collaborativa. Questo laboratorio, supportato da fondi di organizzazioni sociali, è diventato anche un luogo simbolico di riscatto, come testimonia la presenza dei manufatti nello stand dell’artigianato portoghese all’aeroporto di Lisbona.
L’esperienza ha permesso di acquisire strumenti operativi replicabili nel lavoro con adulti fragili, valorizzando il legame tra recupero personale, creatività e inclusione sociale, e ha rafforzato il nostro impegno verso la diffusione di pratiche educative basate sulla narrazione e sull’autonomia professionale..







